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Trasmettere ai ragazzi l’amore per lo studio, motivandoli a dare il meglio di sé con gioia. Perché lo studio è la migliore palestra per crescere e una solida base per il futuro!

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Metodo StudiAmo

Una mamma per amica?

Se una madre fa la migliore amica dei figli, vuol dire che li sta manipolando.
Non è possibile mettersi su un piano di parità e condivisione delle esperienze con i figli per tanti motivi, ma ne menziono solo due.
UNO: la differenza di età, per cui non si stanno vivendo le stesse esperienze e le confidenze vengono fatte unilateralmente, cioè è la figlia (di solito femmina) che le fa, non certo la madre. É un inganno che creiamo, tra madre e figlie non può esserci un rapporto tra “migliore amiche”.
E tra l’altro è assolutamente negativo che la figlia così diventi trasparente per la madre, perché in qualche modo ne viene manipolata e rischia di fare la stessa cosa in tutte le relazioni affettive della sua vita: cioè è come se poi dovesse rendere conto agli altri nuovi cari.
Creando questa relazione, infatti, la figlia non ha privacy sulla sua emotività, sul suo mondo interiore, sulle proprie dinamiche profonde rispetto al genitore e questo crea una crescita non sana. Si rischia la dipendenza affettiva, la simbiosi.
DUE: il ruolo di genitore è incompatibile per definizione con quello di “miglior amico”.
Un genitore può essere accogliente, empatico, amorevole, comprensivo, aperto al dialogo ma da qui a creare psicologicamente l’idea di essere il miglior amico è una deviazione, che può avere anche risvolti sessuali.
Quanti figli poi non si sposano per la promiscuità del rapporto con un genitore.
Quindi stiamo al nostro posto, non invadiamo la vita più interiore dei nostri figli ma anche quella esterna, perché poi succede che si fa anche tutto insieme. Loro devono farsi i loro amici e avere relazioni sociali autonome da noi dove vivranno l’esperienza vera dell’amicizia, non con noi.
Noi siamo genitori, cioè educatori e dobbiamo trasmettere amore ma l’amicizia in questo rapporto non c’entra niente, anzi ha risvolti disfunzionali gravi, anche perché il genitore con questo atteggiamento è nello stato di coscienza del bambino e quindi viene meno ai suoi compiti e alle sue responsabilità.
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