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Trasmettere ai ragazzi l’amore per lo studio, motivandoli a dare il meglio di sé con gioia. Perché lo studio è la migliore palestra per crescere e una solida base per il futuro!

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LE PAROLE: MOLTO PIÙ’ DI UN SUONO

Le parole non sono solo dei suoni ma sono forze energetiche che entrano dentro i ragazzi e hanno un potere immenso.

Le parole entrano dirette nella profondità del mondo psicologico ed emotivo del ragazzo e modificano lo stato del ragazzo, influenzandolo enormemente.

Ogni ragazzo crea la propria immagine di sé in base a quello che gli dicono i genitori. Quindi le parole dei genitori sono determinanti nel costruire l’identità del ragazzo: lui crede veramente a quelle parole, le fa sue e incarnerà le qualità o i difetti che gli sono stati attribuiti.

PAROLE CHE CREANO UN’IDENTITÀ’

Parole negative come “Sei il solito disastro!”, “Ecco vedi? Lo sapevo che avresti sbagliato!”, “Non capisci niente!”, “Sei proprio scemo!”; “Ma non vedi come è bravo tuo fratello?”, “Con tutto quello che facciamo per te!”, “Ma quando imparerai una buona volta?”, ecc. sono macigni per il ragazzo perché lo feriscono, lo umiliano, lo deprimono e gli tolgono non solo l’autostima ma anche l’amore per se stesso.

Con quelle parole il ragazzo impara ad odiarsi perché vanno a svilire il suo io, la sua essenza, la sua persona e lui si sente in colpa di essere così come viene tacciato dai suoi genitori.

Se poi certe parole dispregiative vengono “urlate” con animosità, rabbia, insulti, allora il ragazzo può perdere la serenità, l’armonia e cadere nell’agitazione, nella confusione mentale, nell’ansia e persino nella paura.

Dobbiamo stare attenti ad etichettare i figli con giudizi e critiche sull’essere: se sbagliano qualcosa dobbiamo farlo presente ma commentando il fare, non l’essere: “Hai sbagliato a fare così…” e non “Sei stupido a fare così…”.

I ragazzi pendono letteralmente dalle labbra dei genitori ed essendo molto sensibili, fanno presto a sentirsi inadeguati, incapaci, inferiori.

Spesso, nel nostro compito educativo ci sfugge un particolare importante: i ragazzi sono persone con un proprio carattere, con dei valori personali, con dei bisogni e dei gusti assolutamente originali che non corrispondono ai nostri.

Quindi nel trasmettere i nostri valori dovremmo stare attenti a non oscurare tutto quello che c’è già in loro e a non mettere in ombra quello che sono realmente nella loro essenza.

A volte, più che dire e imporre come dovrebbero essere, dovremmo semplicemente osservare la manifestazione di quello che sono già e cercano di tirare fuori e usare parole che li aiutino a spiccare il volo….

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